
Guardavo la partita qualche giorno fa, il calcio lo sport più popolare, e qualcuno direbbe, il più bello del mondo... Una partita di fine campionato, nessun obiettivo da inseguire, nulla da vincere, nulla da perdere. Poca voglia di esserci, nessuna di combattere. Eppure lo stadio era pieno, i tifosi in festa cantavano, urlavano a squarciagola per ringraziare i loro beniamini di avergli regalato l'immensa gioia della vittoria qualche giorno prima.
Monday, May 11, 2009
L'Essenza dello Sport
E, dunque, la riflessione. Perché scendere in campo e mettere in scena, nel senso più deteriore del termine, quella farsa di fine stagione? Qual è l'essenza dello sport? Non solo del calcio, ma di ogni attività sportiva agonistica. La stessa definizione lo suggerisce: l'agonismo. Ciò che ti fa lottare su ogni pallone, istante per istante, dall'inizio alla fine della partita e del torneo, mettendo da parte qualunque valutazione che valichi lo spazio dell'istante presente. È passione assoluta, spinta ineluttabile a confrontarsi lealmente, sublimazione dell'istinto alla lotta, entro il recinto della perfetta razionalità della regola.
Ma alla gente piace assistere alle vittorie, alla gente piace lo spettacolo, scambi stretti, tecnica sopraffina, le magie del sudamericano di turno. Tragicamente vero. Un gusto male-educato che perde di vista il significato di ciò a cui si assiste. Ma se il piacere è nel prendere parte alla lotta leale che avviene in campo, nel mutuo scambio di particelle di passione tra giocatori e tifosi, allora il cosiddetto spettacolo non conta e neppure il risultato. Meglio andare, o restare, in B ma non vedere mai uno dei propri giocatori che tira indietro la gamba per evitare il contrasto, che rinuncia ad inseguire un passaggio lungo, che nei minuti di recupero passa all'indietro perché "tanto si vince 1-0", o peggio ancora, che inciampa nella linea dell'area di rigore.
Qualcuno diceva: non importa vincere ma partecipare. Qualcun'altro precisava: non importa vincere, ma giocare bene. E se piuttosto si trattasse solamente di combattere, di confrontarsi fino in fondo? Di tanto in tanto si alza la voce sdegnata dei moralisti contro gli stipendi faraonici dei calciatori che naturalmente tutti noi paghiamo. L'esperienza insegna che la forza della motivazione produce miracoli: mandiamo in campo i dilettanti che giocano al campetto dietro casa e certamente ci offriranno il vero spettacolo. Guardo il calcio, ma preferisco il rugby...
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